Interviste Vip
EDOARDO ALAIMO: LA MIA VITA SUL WEB
EDOARDO ALAIMO, NOTO WEB INFLUENCER DEL LUSSO, CI SVELA FINALMENTE CHI SONO I PERSONAGGI DEI SOCIAL NETWORK CHE OGGI SPOPOLANO TRA LE AZIENDE E, SOPRATTUTTO, TRA MILIONI DI FOLLOWER
Edoardo Alaimo, uno dei web influencer più importanti del settore lusso, sta dedicando parte della sua vita a un business che è in continua crescita. In questa intervista ci racconta chi sono i fashion blogger o le star di internet che oggi sono più famose e ricercate dei divi del cinema e della tv. ma anche la differenza che esiste nei singoli ruoli di chi si riesce, grazie ai propri profili social e alla credibilità acquisita, a influenzare ogni mercato che decide di investire sulla piattaforma virtuale.
Edoardo, cosa significa oggi essere un web influencer?
Essere web influencer vuol dire per l’appunto, influenzare, attraverso l’ampio uso dei social networks, lo stile di vita delle persone che ti seguono, fornendo loro delle ispirazioni concrete nel modo di vestire, nei luoghi che si visitano, negli oggetti che si acquistano o anche banalmente nei cibi o ristoranti che si frequentano, fino al punto da far identificare quegli stessi followers in te.
Qual è la differenza tra l’essere influencer o fashion blogger?
Il fashion blogger è tecnicamente una figura che scrive su un blog/ sito web, dove parla per l’appunto di temi legati alla moda e al costume. Il blogger è una figura nata come amatoriale ma che oggi vanta moltissimi professionisti tra le sue schiere. Attualmente infatti, più che parlare di blogger (e cioè di chi scrive), si parla di “stile blog” ( cioè dello stile editoriale sotteso al sito stesso). Ci sono molti magazine, scritti da giornalisti qualificati, che vengono proposti nel linguaggio più personale dei blog, al fine di essere letti da molti e da arrivare ai più.
Come un avanzamento di carriera…
Certamente. L’inflluencer è lo step successivo della filiera. Può essere un blogger, ma non solo. Può essere anche un ragazzo molto seguito sui social che condivide foto di se stesso e della sua vita in giro per il mondo. Essere blogger infatti non vuol dire per forza arrivare ad essere influencer. L’infuencer è chi, semplicemente con una foto sui social, riesce a muovere la brand reputation di un marchio, confermandolo come simbolo di un certo status, o dichiarandolo obsoleto. Gli influencer (quotati ovviamente) sono dei personaggi pubblici a tutti gli effetti. Nell’era della rivoluzione digitale i si sta assistendo sempre di più a questo arricchimento di figure che nascono dal web ma che per fama e seguaci, vengono seguiti anche dai media tradizionali.
Davvero ogni foto postata da personaggi come voi riescono a movimentare il mercato della moda, del food, o resort che sia?
Si, se l’azienda ha scelto l’influencer giusto per quel tipo di campagna pubblicitaria o prodotto. Sicuramente, il lavoro di selezione da parte dei brand è fondamentale. Spesso, purtroppo, capita di vedere marchi del lusso che scelgono per un loro prodotto, influencer che fino a pochi anni prima si mostravano con capi di fast fashion, o viceversa. Bisogna considerare noi influencer come delle mini testate editoriali personali. Certi brand non farebbero pubblicità su Chi, altri non la farebbero su Vogue. Tutto dipende dal tipo di lettori a cui ci si vuole rivolgere. Non c’è un meglio o un peggio, c’è solo una differenza di utenza e quindi di potenziali acquirenti. Un influencer può avere milioni di followers, non è detto però che tra quei milioni ci sia il tipo di acquirenti che un’azienda vuole raggiungere.
Perché il lusso oggi va sempre di moda, rispetto agli altri settori che vanno in crisi o vengono sorpassati?
Il lusso rappresenta il sogno e la gente, soprattutto in tempi come questi, vuole sempre sognare di più, circondandosi di bellezza e rarità. Il lusso poi, consumato di più dai nuovi Paesi emergenti, ha comunque il suo cuore in Italia. Le nostre eccellenze nella moda, nella gioielleria, nel cibo e nell’artigianato in generale, rappresentano un simbolo di potenza internazionale in tutto il mondo.
Quando, un professionista come te, ottiene davvero la credibilità sia dei follower che delle aziende?
A mio avviso è molto importante valutare quando l’influencer/blogger, esce dallo spazio del suo sito e viene notato dai media tradizionali. Quando per numero di follower, capacità espressive, stile personale, emerge al di fuori del suo stesso spazio virtuale. Solo allora un influencer inizia ad avere un peso. Finché rimane tutto in un contesto autoreferenziale, finché è lui stesso a darsi etichette e definizioni vanagloriose, rimarrà comunque un ragazzo con abiti e stili di vita discutibili.
E il rapporto con stampa e tv come lo instauri?
Diciamo che sono sempre stati i giornali a propormi interviste, speciali tv, foto redazionali. Negli anni, a poco a poco, ho avuto il piacere e un pizzico di fortuna, nel trovare giornalisti che hanno apprezzato la mia persona. Io cerco solo di fare al meglio il mio lavoro e ovviamente di non essere autoreferenziale; il mio ambiente ne è già troppo saturo. Bisogna costruire a piccoli passi il proprio cammino, farsi stimare dai giornalisti, che sanno distinguere benissimo un professionista da un ciarlatano con addosso due abiti firmati.
Conta di più avere un numero di seguaci o prodotti di qualità da mostrare?
Per me è valso di più avere prodotti di qualità che numeri stratosferici. Io sono un influencer del lusso, le aziende non sono interessate solo ai numeri alti (che certamente sono importanti) ma alla qualità di ciò che comunico e soprattutto al target di lettori a cui mi rivolgo.
Se un domani questo fenomeno dovesse finire, tu come riorganizzeresti il tuo lavoro?
In realtà, i miei studi in Marketing e comunicazione, condotti con tanta passione prima a Milano e poi a Roma, mi hanno permesso in questi ultimi anni, di sviluppare parallelamente alla mia attività di influencer de lusso, un ‘agenzia di comunicazione a mio nome, composta da creativi digitali. Ho avuto l’intuizione di mettere a disposizione di parecchie aziende italiane, anche medio/piccole, se pur d’eccellenza, nel campo del beauty, della moda, dell’hotelerie e del lifestyle, il mio know how nel settore digital. Sfruttando la mia esperienza diretta sul campo, il mio team di grafici, social media manager, fotografi e stylist, mi occupo da dietro le quinte della loro comunicazione digitale, sui social e della loro brand image. Ho sempre creduto nella forza della cultura, nel talento dei giovani e nelle nostre possibilità di sfidare il destino e costruire un futuro solido anche nel nostro Paese.
Ci sono tanti giovani che non riescono a trovare lavoro e spesso sono emarginati proprio per questo.
Verissimo, e a tal proposito vorrei dare questo consiglio a tutti i miei coetanei che si arrendono troppo presto a un futuro che non scelgono …tratto da uno dei miei film preferiti Alla ricerca della Felicità di Will Smith… “Se hai un sogno, tu lo devi proteggere… Se vuoi qualcosa vai e inseguila!”
ANDREA IANNUZZI











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