Musica
Alex Britti: mi in*azzo se mi chiamano mammo!
In occasione del lancio del suo nuovo singolo “Uomini”, Alex Britti parla della sua paternità. Lui non fa certo un sacrificio stando con Edoardo!
Alex Britti è un papà separato. Ha un affidamento condiviso con l’ex compagna Nicole e, come tanti altri uomini, si occupa a tutto tondo del figlio.
Alex Britti si è ripreso il centro della scena musicale con la sua nuova opera: “Uomini”, una canzone che parla degli stereotipi ormai morti e sepolti circa la figura del cosiddetto “sesso forte”. Riflessioni che partono anche dal suo essere un papà separato, dopo la fine della relazione con l’ex compagna Nicole, di 22 anni più giovane.
Con Edoardo tutto è naturale
“Quando è nato mio figlio – confida Alex Britti – si sono accese delle valvole in me che hanno funzionato perfettamente. Mi rendo conto che non sono un caso unico: quando porto mio figlio a nuoto mi accorgo di non essere l’unico papà. Ho un affidamento condiviso e quando vado a scuola incontro molti altri padri. Mi sono separato prestissimo, portavo mio figlio in vacanza ed è stato sempre tutto molto naturale”.
Il loro rapporto in uno scatto
“Non potrei pensare alla mia vita lontana dal rapporto quotidiano con mio figlio – prosegue Alex Britti – Abbiamo intimità e complicità in tutto, anche se non voglio fare l’amico di mio figlio. Però ci divertiamo. C’è una foto in cui lui avrà avuto due mesi: stiamo sdraiati sul letto e ci stiamo ad ammazzare dal ridere, che poi chi sa cosa ci eravamo detti, che ti vuoi dire con un neonato? Ecco, questo è il nostro rapporto”.
Non pensa sia un sacrificio
Alex Britti non riesce proprio a sopportare il termine “mammo”. Stare con il figlio Edoardo, nato nel 2017, non vuol dire sostituirsi alla sua mamma ma è qualcosa che lui vuole fare proprio perché ne è il padre. “Mi incazzo con chi mi definisce un “mammo”, sono un papà di oggi. Penso sempre al fatto che la prima volta che mio padre mi ha portato in giro avevo 4 anni, all’epoca non usava. Per fortuna le cose cambiano, ma non ho mai avuto la sensazione di fare un sacrificio”.
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A cura di Laura Farnesi
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