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Joan Collins a Cannes: un’apparizione che lascia senza parole
Joan Collins a Cannes: un’apparizione che lascia senza parole
A 92 anni Joan Collins ha rubato la scena sul red carpet di Cannes, ma la serata ha riservato molte altre sorprese tra Palme onorarie e grandi assenze
Joan Collins, regina assoluta della prima notte di Cannes, domina la Croisette a 92 anni e trasforma l’apertura del Festival in un omaggio vivente al grande divismo, mentre il cinema mondiale accende i riflettori sulla sua passerella più celebre e l’Italia, sorprendentemente, resta fuori dalla selezione principale.
La 79ª edizione del Festival di Cannes
È cominciata così la 79ª edizione del Festival di Cannes, con il Grand Théâtre Lumière che ha inaugurato dodici giorni di cinema e mondanità, tra applausi, dichiarazioni politiche e un red carpet che, ancora una volta, ha raccontato molto più dei film. Ad aprire la manifestazione è stata la commedia francese “La Vénus électrique” di Pierre Salvadori, ambientata nella Parigi degli anni Venti, una scelta tutta francese per una serata che ha celebrato l’eleganza classica e il peso simbolico di un festival che continua a considerarsi il centro del mondo cinematografico.
Le grandi icone sul tappeto rosso
Sul tappeto rosso sono sfilati i protagonisti del film, ma gli occhi dei fotografi si sono spostati presto sulle grandi icone internazionali. Joan Collins ha letteralmente rubato la scena: abito bianco scenografico, guanti neri, scarpe argento dal sapore old Hollywood, presenza magnetica e una grazia che non conosce età. A 92 anni è apparsa semplicemente magnifica, la vera diva della serata, capace di mettere in ombra generazioni di star più giovani senza alzare la voce, solo con il portamento. Accanto a lei, Jane Fonda ha scelto un lungo abito scuro tempestato di paillettes, austero e teatrale, mentre Demi Moore ha puntato su una silhouette a sirena color champagne che ha confermato il suo ritorno al centro della scena internazionale.
L’inaugurazione ufficiale tra Occidente e Oriente
Ad inaugurare ufficialmente il festival sono state proprio Jane Fonda e Gong Li, una accanto all’altra, simbolicamente divise tra Occidente e Oriente, unite dal richiamo universale del cinema. La cerimonia, condotta dall’attrice francese Eye Haïdara, ha alternato leggerezza e impegno, con riferimenti alla guerra a Gaza e al ruolo dell’arte in tempi segnati da tensioni globali.
La Palma d’oro onoraria a Peter Jackson
Momento centrale della serata la Palma d’oro onoraria consegnata a Peter Jackson, accolto da una lunga standing ovation e premiato da Elijah Wood, il suo indimenticabile Frodo. Il regista ha ricordato il legame speciale con Cannes, che contribuì a lanciare “Il Signore degli Anelli” davanti al pubblico internazionale, mentre sul palco risuonavano le note di “Get Back”, quasi a suggellare un ritorno emotivo oltre che cinematografico.
L’assenza dell’Italia pesa come una nota stonata
Eppure, mentre la Croisette celebra il suo rituale di glamour e potere culturale, l’assenza dell’Italia pesa come una nota stonata. Nessun film in concorso, nessuna firma tricolore nella corsa alla Palma, in un’edizione che parla molte lingue ma non la nostra. Così Cannes riparte tra stelle, politica e nostalgia del grande schermo.
A cura della redazione
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Una vita piena di bollicine a tutti!







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