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Eleonora Pedron tra l’amore per Troiano e la stima per Max Biaggi

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Eleonora Pedron tra l’amore per Troiano e la stima per Max Biaggi

Sette anni di felicità accanto all’attore e un rapporto trasparente con l’ex compagno, mantenendo ciascuno la propria indipendenza

Eleonora Pedron mette un punto netto sul rapporto con Max Biaggi e lo fa senza ricorrere a quelle formule rassicuranti con cui spesso si raccontano le famiglie nate dopo una separazione. L’ex Miss Italia, oggi compagna di Fabio Troiano, parla con grande sincerità degli undici anni vissuti accanto all’ex pilota e dei due figli avuti insieme, Ines e Leon, spiegando perché tra loro non esista quella che comunemente viene definita una famiglia allargata.

La relazione con Biaggi appartiene al passato e, proprio per questo, Pedron non sente il bisogno di costruire una vicinanza diversa da quella che considera autentica. «Non siamo una famiglia allargata», dice, riconoscendo di aver vissuto la fine della loro storia come un fallimento e spiegando che cercare oggi una complicità particolarmente stretta andrebbe contro la sua volontà e i suoi principi. Una scelta lucida, soprattutto perché al centro rimangono i figli, ai quali entrambi cercano di garantire serenità senza trasformare i rapporti tra adulti in qualcosa di costruito.

L’equilibrio con Fabio Troiano e il rispetto degli spazi

Max Biaggi e Fabio Troiano si conoscono e si rispettano, ma ognuno conserva il proprio spazio. Anche la vita sentimentale dell’ex compagno non sembra essere un argomento di conversazione tra loro. Pedron ammette di non essere aggiornata sulla sua attuale relazione e di non fargli domande in proposito, sapendo soltanto che in questo periodo Biaggi si trova in California con la sua famiglia.

La sua vita, del resto, oggi guarda altrove. Da sette anni è legata a Fabio Troiano, con cui ha trovato un equilibrio che non passa necessariamente dalla convivenza. Una relazione nella quale entrambi mantengono i propri spazi, senza che questo diminuisca la solidità del legame.

Il nuovo percorso tra psicologia, coaching e memoria

E mentre il passato sentimentale trova una collocazione precisa, Pedron sta costruendo una nuova fase anche sul piano personale e professionale. Dopo la laurea magistrale in Psicologia clinica e della riabilitazione, ha scelto di approfondire il coaching per l’eccellenza, immaginando un futuro accanto a persone chiamate a sostenere prestazioni elevate, in particolare giovani sportivi.

Una scelta che nasce anche dall’esperienza vissuta con Leon, appassionato di tennis, e da una storia personale segnata da perdite profonde. Da bambina ha perso la sorella Nives, morta a quindici anni in un incidente stradale; pochi anni dopo è stato il padre Adriano a morire in un altro incidente, nel quale lei stessa rimase ferita. È anche per questo che la sua tesi è stata dedicata all’elaborazione del lutto nello sport e al modo in cui i social possono influenzare il rapporto con la perdita e con la memoria.

Oggi Pedron sembra aver trovato un modo diverso di guardare a ciò che è stato: senza cancellarlo, ma senza permettergli di decidere ciò che sarà. E forse è proprio questa la distanza più grande dal passato, quella di una donna che non cerca più di ricomporre ciò che si è spezzato, ma sceglie semplicemente di vivere bene ciò che resta.

A cura della redazione

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Una vita piena di bollicine a tutti!

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