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Vasco Rossi, il passato torna a far discutere sul web

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Vasco Rossi, il passato torna a far discutere sul web

Il rocker Vasco Rossi interviene duramente dopo un commento inaspettato che riapre una vecchia vicenda del suo passato, decidendo di non restare in silenzio

Vasco Rossi torna al centro della scena, ma questa volta non per la musica. A riaccendere una vicenda lontana più di quarant’anni è stato un commento comparso sui social, nel quale una fan ha accusato il rocker di aver fatto i nomi delle persone che gli avrebbero procurato la droga dopo il suo arresto del 1984, arrivando a definirlo «infame». Un’accusa pesante, che Vasco ha deciso di non lasciare scivolare via e alla quale ha risposto personalmente, ricostruendo la sua versione di quella stagione difficile della sua vita e annunciando il ricorso agli avvocati.

La replica all’accusa della fan

Tutto nasce da un messaggio pubblicato su Facebook da una donna che, pur dichiarandosi da sempre ammiratrice del cantante, ha riaperto una delle pagine più controverse della sua biografia. Nel suo intervento gli ha chiesto perché, dopo l’arresto per possesso di cocaina, avrebbe indicato agli inquirenti chi gli aveva venduto la sostanza, sostenendo che quelle persone avrebbero poi pagato con anni di carcere mentre lui sarebbe riuscito a uscire prima. Una ricostruzione che Vasco respinge con decisione.

Il cantante ha scelto di rispondere direttamente, spiegando che secondo quanto da lui sempre sostenuto la vicenda sarebbe andata in maniera opposta. Nel 1984 venne arrestato nell’ambito di un’inchiesta sul traffico di stupefacenti e trascorse complessivamente 22 giorni in carcere, cinque dei quali in isolamento. La sua posizione sarebbe poi stata separata da quella degli altri imputati e nel 1989 sarebbe arrivato il proscioglimento dall’accusa di spaccio, mentre rimase la condanna per detenzione di stupefacenti.

La ricostruzione di Vasco Rossi

È proprio su questo punto che Vasco ha voluto mettere un confine netto tra la memoria dei fatti e quella che considera una falsificazione. Ha spiegato di non aver fatto arrestare nessuno per ottenere vantaggi, sostenendo invece di essere stato lui a finire coinvolto nelle indagini sulla base delle dichiarazioni di un’altra persona. Una distinzione che, a distanza di decenni, per il rocker conserva un peso tutt’altro che simbolico.

«Questa storia, oltre a essere falsa, ribalta completamente la realtà», ha scritto nella replica, ricordando il carcere e respingendo l’idea di aver accusato qualcuno per abbreviare la propria detenzione.

La possibile denuncia per diffamazione

Il confronto, però, non si è fermato a Facebook. Vasco ha poi deciso di portare la questione sul piano legale, annunciando su Instagram di aver affidato il commento ai propri avvocati perché valutino una denuncia per diffamazione, definita «tanto infondata quanto calunniosa». E con una frase che lascia intravedere quanto la vicenda lo abbia colpito, ha aggiunto che l’eventuale risarcimento sarebbe destinato a chi ha sofferto ingiustamente in carcere.

Quarantadue anni dopo, dunque, una pagina che appartiene alla storia più ruvida del rocker torna improvvisamente nel presente.

A cura della redazione

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