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Veronica Ursida: La tv è il mio mestiere
Veronica Ursida: La tv è il mio mestiere
La conduttrice e influencer Veronica Ursida divisa tra impegni lavorativi e vita famigliare. Dopo “Paradise” su Rai2 è pronta per una stagione 2024/2025 ricca di novità
Si è da poco conclusa con grande successo la trasmissione televisiva di Rai2, “Paradise”, dove Veronica Ursida ha affiancato Pascal Vicedomini. Un’ottima prova per la conduttrice e influencer, dopo l’esperienza maturata accanto a Massimo Giletti nell’ultima edizione di “Non è l’Arena” (su La7) dove Ursida ha ricoperto sia il ruolo di opinionista che di inviata.
Prima su La7 e ora su Rai2, come paragona queste due esperienze?
Sono molto diverse. A “Non è l’Arena” ho trattato fatti di cronaca, spesso raccontando anche episodi che sono capitati a me. Su “Paradise” invece mi sono imbattuta nell’intrattenimento. Non faccio un paragone sui programmi, ma su me stessa. Sono cresciuta moltissimo, con Giletti ero alle prime armi mentre con Vicedomini ho perfezionato il mio stile.
E quale sarebbe il suo stile?
Intanto essere professionale e preparata. Sono una maniaca della perfezione, quella che studia i copioni dalla a alla z, anche se poi ci mette del suo. E puntare non sul mio aspetto ma su quelle che sono le mie capacità, le mie competenze. Che io faccia un’intervista o che commenti qualcosa, il focus deve rimanere sul tema. Io sto un passo indietro.
Lei è anche conduttrice.
Sì, diciamo che televisivamente un programma tutto mio non l’ho mai avuto. Ma forse ci possono essere delle novità in futuro che potranno permettermi di sperimentare anche davanti alla telecamera questo ruolo. Ho presentato molti eventi, legati alla moda, allo spettacolo. Mi sento pronta per il grande salto.
Cosa le piace del suo lavoro?
Non voglio essere banale ma nemmeno ipocrita. Stare sul palco è sempre stato il mio obbiettivo fin da piccola. Condurre è fra le mie competenze preferite, ma anche nel ruolo di inviata e opinionista mi ci sono sempre vista bene. Mi gratifica e attenzione, non ne faccio una questione di soldi. Si guadagnerà anche bene, ma per me prima di tutto c’è passione per questo lavoro. Non potrei farne a meno.
È’ stata brava e anche un po’ fortunata, diciamocelo.
Certo, lavorare con Massimo Giletti è stato estremamente formativo. Ho davvero imparato tanto. Poi sì, fortuna anche. Quella nella vita ci vuole, bisogna sempre riconoscerlo.
Lei spesso ha denunciato atti di cyberbullismo. L’esposizione mediatica ha questo rovescio della medaglia?
Io credo che non sia una questione di ambienti, ma di educazione ai social. Di fronte a un’anarchia incontrollabile, chiunque può usarli come proiettili. Ho denunciato spesso gli attacchi che ho subito, ma sono una che non ci fa l’abitudine. Ogni volta ho sempre risposto per le rime a chiunque mi abbia mancato di rispetto. Anche perché quando leggo certi commenti, mi rendo conto che chi li scrive non sta definendo me. Ma sta definendo se stesso. Questo è il mio unico credo.
GIANNI LUPO
Una vita piena di Bollicine a tutti!







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