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Tredici anni senza vedersi: Heather Parisi parla della figlia Jacqueline

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Tredici anni senza vedersi: Heather Parisi parla della figlia Jacqueline

Un distacco iniziato durante l’adolescenza della ragazza sul quale la ballerina spera ancora di poter costruire un nuovo punto d’incontro

Heather Parisi e Jaqueline Luna Di Giacomo restano lontane, e dopo tredici anni senza incontrarsi il rapporto tra madre e figlia continua a essere una ferita sulla quale la showgirl sceglie di parlare senza svelare ciò che, almeno per ora, appartiene soltanto alla loro storia.

Ospite di Silvia Toffanin a Verissimo, domenica 27 settembre, Heather ha affrontato anche il tema delle sue due figlie maggiori, accanto alla gioia per il legame ritrovato con Rebecca Jewel Manenti e alla presenza in studio dei gemelli Dylan ed Elisabeth, sedici anni.

La serenità con Rebecca e la distanza da Jaqueline

Con Rebecca il rapporto oggi è sereno. Heather racconta di raggiungerla appena arriva in Italia e di vivere con particolare felicità il tempo trascorso accanto alla figlia e alla nipotina Sole, descritta come una bambina sorridente e serena.

Un equilibrio familiare che, invece, sembra ancora lontano con Jaqueline, oggi compagna di Ultimo e madre del piccolo Enea. «Ancora non ho visto Enea», ha ammesso Heather, lasciando emergere tutta la distanza che separa ormai da anni le due donne.

La scelta di proteggere la privacy della figlia

La showgirl ha però voluto precisare un aspetto che considera fondamentale: quando in passato le venivano rivolte domande sulla figlia, avrebbe scelto di non raccontare alcuni dettagli proprio per tutelarla. «Glissavo o dicevo bugie bianche perché dovevo proteggere lei, la mia bimba», ha spiegato, ribadendo che ciò che è accaduto tra loro non può essere ricostruito attraverso le versioni dei fan. «Lei sa la verità, io so la verità», ha detto, invitando implicitamente a non trasformare una vicenda privata in una contrapposizione pubblica.

Tredici anni di silenzio e la speranza di ritrovarsi

Poi il dato più doloroso, quello dei tredici anni senza vedersi. Un tempo lunghissimo, soprattutto quando a separare una madre da una figlia non è la distanza geografica, ma qualcosa che entrambe sembrano non avere ancora superato. Heather non entra nel merito delle ragioni della rottura e ricorda che Jaqueline, all’epoca, era una teenager: proprio per questo, sostiene, aveva scelto di proteggere la sua privacy invece di raccontare pubblicamente ciò che stava accadendo. Eppure, dietro la prudenza, resta la speranza. «Avevamo un rapporto straordinario, speciale», ha ricordato, confidando che un giorno possano ritrovare quella complicità e chiarire ciò che è rimasto irrisolto.

Il passato familiare e le ferite che non si cancellano

Nel dialogo con Toffanin è affiorato anche il rapporto complesso che Heather ha avuto con la propria madre, dalla quale si allontanò giovanissima. Un’esperienza che, secondo il suo racconto, avrebbe profondamente influenzato il modo in cui ha vissuto la maternità e il desiderio di proteggere i propri figli. Oggi sua madre ha 94 anni e Heather racconta di aver imparato, con il tempo, a comprendere alcune delle sue scelte, pur ammettendo che altre resteranno difficili da accettare. «Sono una donna che perdona, ma non dimentica», ha detto. Forse è proprio in queste parole che si trova il punto più delicato della sua confessione: tredici anni possono contenere silenzi, incomprensioni e verità che soltanto due persone conoscono davvero. Ma possono contenere anche il tempo necessario perché, un giorno, una madre e una figlia tornino a guardarsi senza più bisogno di spiegare ciò che è successo.

A cura della redazione

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