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Il duro giudizio che fa tremare i vertici del Cavallino Rampante
Il duro giudizio che fa tremare i vertici del Cavallino Rampante
L’ex presidente esprime forti perplessità sul modello “Luce” e lancia un appello per tutelare l’anima, il suono e la storia del Cavallino Rampante
Luca Cordero di Montezemolo è tornato a parlare della Ferrari in una fase particolarmente delicata per la casa di Maranello. Il debutto di Luce, la prima Ferrari totalmente elettrica, era stato pensato come l’inizio di una nuova era per il marchio del Cavallino, ma ha finito per generare un confronto acceso, più sul piano emotivo che industriale. L’ex presidente, durante l’assemblea di Confindustria, ha fatto trapelare una posizione critica: «Se dovessi dire davvero quello che penso farei del male alla Ferrari». Un’affermazione che ha anticipato un giudizio ancora più duro, capace di far discutere appassionati e addetti ai lavori.
Le reazioni a Luce e i dubbi del mercato
Le parole di Montezemolo hanno intensificato il dibattito attorno al progetto: «Si rischia la distruzione di un mito. Spero almeno che venga tolto il cavallino da quella macchina». Un commento netto, arrivato da una figura chiave nella costruzione del prestigio globale del brand. Luce, sviluppata in cinque anni e concepita come una supercar destinata a una clientela estremamente esclusiva con un prezzo superiore al mezzo milione di euro, non ha convinto pienamente il mercato. Dopo la presentazione ufficiale, il titolo in Borsa ha registrato un rallentamento, mentre analisti e osservatori hanno espresso perplessità su posizionamento, costo e soprattutto sull’identità estetica e filosofica del modello.
Identità Ferrari tra passato e futuro
L’ex presidente ha dato voce a una nostalgia diffusa nel mondo delle auto di lusso, legata al suono dei motori e a quell’emozione meccanica che rappresenta l’essenza della Ferrari. Con una battuta tagliente ha aggiunto: «almeno questa i cinesi non la copieranno», riferendosi al rischio che la transizione elettrica possa uniformare anche i marchi più iconici. Resta così aperta una questione fondamentale: fino a che punto un mito può evolversi senza perdere la propria identità? La strategia di Maranello guarda avanti, ma le parole di Montezemolo ricordano che simboli come Ferrari vivono anche nell’immaginario collettivo, e snaturarne l’essenza potrebbe avere effetti ben più profondi di un semplice calo in Borsa.
A cura della redazione
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