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MIRIAM LEONE SI CONFIDA ALLE PAGINE DI GIOIA

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Miriam Leone, tornata da poco sulla reti Rai con la fiction in sei puntate di “Non uccidere”, ha appena finito di girare un film, il secondo realizzato da Pif, “In guerra per amore”. L’ex Miss Italia si confida alle pagine del settimanale Gioia e racconta come il successo d’attrice può celare, alle volte, anche qualche aspetto negativo. “Non è che puoi piacere a tutti, questo sta nel conto, ma non è mica una malattia. Però, se si prendessero del tempo per bere qualcosa con me, magari cambierebbero idea”. Lei, del resto, lo dice chiaramente di sentirsi ‘diversa’, fin da quando era bambina. E anche a Miss Italia, il concorso che l’ha lanciata, era un po’ un pesce fuor d’acqua: “Anche a Miss Italia ero un po’ marziana. Venivo dalla provincia di Catania, ero stata a Roma per capire se potevo seguire una scuola di cinema o teatro, ma non mi voleva nessuno. Non avevo idea di come si facesse a partecipare a un provino. A quel punto, ho pensato: “Vabbè, facciamo questa cosa anni Cinquanta!”… Sono stata molto fortunata, quell’anno Anne Strasberg scelse cinque ragazze su cento per una borsa di studio per un master all’Actor Studio. Io ero tra loro”.10914828_758727040883944_2188784804120531461_o

 

La vocazione della recitazione fa parte di lei da sempre, da quando era piccola e fantasticava di mondi lontani: “Da piccola avevo già una vocazione più grande di me, mi sono sempre sentita un po’ diversa. Mi incantavano le parole, amavo ascoltare le storie. Soprattutto quelle che raccontava mio nonno, che era stato in Libia, e che io ascoltavo con il dito puntato sull’atlante”. Ma non solo l’atlante e le storie raccontate dal nonno. A farle compagnia c’erano anche i libri: “Già in qualche modo sentivo che la mia vita non si sarebbe svolta nello stesso luogo in cui sono nata. Mio padre era un professore di lettere in pensione, la nostra casa era piena di libri, appena avevo una curiosità mi bastava aprirne uno e viaggiare. Piuttosto che giocare con le Barbie leggevo l’Odissea. E poi mi piaceva l’idea di entrare nelle vite degli altri, travestirmi e imitarli”.

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Oggi il suo sogno è diventato realtà, con costanza e sacrificio, e per questo la Leone non può che essere grata. Il suo primo pensiero al risveglio infatti è:”Un senso di assoluta gratitudine, sia quando mi sveglio che quando vado a dormire, sto vivendo un periodo molto bello, sto riuscendo a fare quello che amo. Potrei non essere grata alla vita?”.

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