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Claudio Chiappucci, «El Diablo» torna protagonista con la scrittura

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Claudio Chiappucci, «El Diablo» torna protagonista con la scrittura

Dalle imprese in bicicletta al riconoscimento alla Selezione Bancarella 2026: il campione soprannominato «El Diablo» ripercorre la propria storia attraverso i libri, tra ricordi, aneddoti e il legame con il mondo dello sport

Nel ciclismo ha lasciato il segno con il soprannome di «El Diablo», legato a una carriera che ancora oggi rappresenta una parte fondamentale della sua identità. Claudio Chiappucci, protagonista sulle strade in sella alla sua bicicletta, oggi si racconta attraverso la scrittura, recuperando episodi, ricordi e momenti che hanno accompagnato il suo percorso sportivo e umano. Il suo libro ha ottenuto un riconoscimento alla Selezione Bancarella 2026, un risultato che aggiunge un nuovo capitolo alla sua storia. In vista della serata del 21 ottobre al Just Me di Milano, Chiappucci racconta il significato del premio, il valore della memoria e le prospettive future.

Claudio Chiappucci, che cosa significa per lei aver ottenuto il riconoscimento alla Selezione Bancarella 2026?

È un riconoscimento importante, perché non sono molti quelli che riescono ad arrivare a questo traguardo. Il Bancarella è un premio istituito da tanto tempo e, nell’ambito sportivo, ha una sua rilevanza. Sinceramente, quando me lo hanno comunicato non me lo aspettavo. Significa che c’è stato apprezzamento per la storia raccontata nel libro.

Quanto ha influito la sua esperienza nel ciclismo nella stesura del volume?

Ha influito moltissimo, quasi al cento per cento. Nel libro ho inserito espressioni e aneddoti che non avevo mai raccontato prima. Mi è stata utile anche la raccolta di giornali che avevo conservato negli anni, attraverso la quale ho potuto recuperare tanti ricordi della mia carriera.

LIBRO chiappucci post

Qual è il messaggio principale che desidera trasmettere ai lettori?

C’è una frase importante che si trova alla fine del libro: «Non contano i passi che fai, ma le impronte che lasci». Per me è fondamentale lasciare un segno nelle persone, essere ricordati per quello che si è fatto, non soltanto per i risultati ottenuti, ma anche per le relazioni costruite. Il contatto con la gente è sempre stato importante e questa frase rappresenta bene il mio modo di vedere le cose.

Che cosa rappresenta per lei la serata del 21 ottobre a Milano?

Ho festeggiato anche il mio compleanno al Just Me. Dopo la premiazione di settembre, questa serata è un po’ la ciliegina sulla torta. Voglio vivere un momento di felicità per il riconoscimento ricevuto e conservarne un ricordo insieme agli amici.

Dopo questo risultato, quali sono i suoi progetti futuri?

Questo è il terzo libro che scrivo, quindi potrebbe esserci ancora qualche novità. Ci sono temi che mi hanno appassionato in questo ambito e non escludo che possa nascere qualcosa di nuovo.

Dalla carriera ciclistica alla scrittura: che cosa la spinge a continuare a raccontarsi?

Alla fine, tutto nasce dai momenti vissuti.

Per Claudio Chiappucci, dunque, la scrittura rappresenta una nuova strada per condividere un patrimonio di esperienze maturate nel ciclismo e nella vita. «El Diablo» continua così a raccontare la propria storia, con la consapevolezza che il valore di un percorso non si misura soltanto attraverso i risultati sportivi, ma anche attraverso i ricordi e le tracce lasciate nelle persone.

A cura della redazione

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