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Belén: fatemi pure a pezzi, tanto vinco io!
Lei non si arrende, questo ci tiene a far sapere Belén. Una resilienza che si riflette soprattutto nel sentimento, ritrovando la serenità con Angelo
Belén è stata paparazzate con il suo nuovo amore, Angelo Edoardo Galvano, un ingegnere 34enne. Ecco cosa ha detto la showgirl argentina in una recente intervista!
Ancora una volta Belén tiene il centro della scena del gossip estivo con la sua vita sentimentale. La bella showgirl argentina, infatti, nonostante creda e investa tanto nel sentimento, negli ultimi anni ha vissuto una vera e propria montagna russa di gioia e delusione. Dolori leniti solo dai suoi amati figli: Santiago
(avuto dal marito Stefano De Martino) e Luna Marì (nata dalla storia con Antonino Spinalbese). In questa calda estate 2024, almeno a giudicare dagli scatti rubati di un momento di relax al mare, finalmente sembra essere di nuovo felice al fianco di un “angelo”, di nome e di fatto!
Un Angelo al suo fianco!
Belén, infatti, è stata sorpresa al mare con Angelo Edoardo Galvano, un ingegnere 34enne che da qualche tempo le è vicino. E la 39enne, in una recente intervista, forse forte del nuovo rapporto, ha voluto sottolineare una cosa “Sono stata fatta a pezzi, a brandelli. Ma alla fine vinco io, perché non mi arrendo”. Continuando poi così: “Mi rendo conto che da fuori sembra che io abbia una vita perfetta, ma non è così. Mi intristisco come si intristiscono tutti, e il fatto che sui social tutti appaiano felici e appagati è una bugia. È importante che la gente lo capisca”.
Ha iniziato a lavorare a 16 anni, per la sua famiglia
Proprio per le delusioni private, Belén aveva messo in pausa anche la sua carriera, ritirandosi dalle scene. Ora, invece, la voglia di rimettersi in gioco anche nella professione è tornato. In autunno, infatti, parafrasando le sue stesse parole, tornerà sul piccolo schermo con “delle belle cose”. “Dall’età di 16 anni – prosegue l’ex di De Martino – ho iniziato a lavorare per cercare di cambiare il destino della mia famiglia e forse, senza rendermene conto, sono diventata per loro una colonna portante”.
Temeva che la gente non la volesse più
“Avevo paura che la gente non mi volesse più, ma ne avevo bisogno. Mi è mancata l’adrenalina e, soprattutto, mi è mancato il pubblico”, afferma Belén, virando poi a parlare di sentimenti. “In generale penso che dovremmo tornare tutti all’empatia, all’amore, alla comprensione. Per noi e per i nostri figli”. “Sono stata fatta a pezzi, a brandelli ma alla fine vinco io, perché non mi arrendo. Sono innamorata dell’amore, non riuscirei a dire di amare più mia figlia di mia madre o di mia nonna”.
Le dispiace che siano le donne a criticarla
E per quanto riguarda le critiche che da sempre contraddistinguono la storia della sua popolarità, Belén confida: Non leggo i commenti negativi che arrivano sui social, anche se mi dispiace notare che l’80% di questi arrivino dalle donne. è una cosa che non comprendo e non comprenderò mai ma, in qualche modo, ci ho fatto pace. Penso, per esempio, a quello che è capitato a Chiara Ferragni: indipendentemente dal fatto in sé e considerando che se sbagli è giusto pagare nelle sedi competenti, vedere tutto l’odio e le cattiverie che le sono arrivate fa male. Ci vuole più solidarietà, ci vuole più comprensione, e meno giudizio. In generale, cerco di immedesimarmi nelle persone che criticano, perché è evidente che abbiano passato qualcosa di brutto per comportarsi in quella maniera”.
Ha paura di non avere più un matrimonio stabile
Infine, Belén ammette: “Non ho filtri, neanche quando sto male. Se passo dei momenti difficili lo dico perché penso che a qualcuno potrebbe essere d’aiuto sentirlo. Per il resto, cerco di raccontarmi in maniera onesta nelle occasioni che scelgono con più cura”. E proprio perché senza filtri, non teme di dire: “Ho paura di tante cose. Ho paura di non avere più le stesse energie e la stessa leggerezza di una volta, ma anche di non riuscire più ad avere un matrimonio stabile, di perdere i genitori. Ho tante paure come ce le hanno tutti, il problema è che ne parliamo poco. Sarebbe più onesto e terapeutico parlarne, altrimenti, se ci teniamo tutto dentro, prima o poi scoppia la bomba come a Hiroshima e Nagasaki e succede un casino”.
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